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Pubblichiamo un estratto della pagina “Le antiche Repubbliche Marinare” tratta da Wikipedia

La definizione di repubbliche marinare, nata nel 1800, si riferisce alle città portuali italiane che nel Medioevo, a partire dal X secolo, dettero vita ad un intensa e proficua attività marittima, capace di garantire prosperità economica e autonomia politica e terrioritale alle proprie repubbliche. Anche altre città ebbero un’importante influenza nei traffici commerciali marittimi ma, oggi, gli elementi che accomunano le quattro repubbliche marinare sono:

La Repubblica di Venezia, detta “La Serenissima”, ebbe per secoli un ruolo fondamentale nel commercio tra l’Europa e il Mediterraneo orientale; nel momento della sua massima espansione territoriale era riuscita a conquistare gran parte dell’Italia del Nord-Est, arrivando a pochi chilometri da Milano. Lungo le coste mediterranee si impossessò della penisola istriana, dell’intera Dalmazia (ma Ragusa fu veneziana solo per centocinquant’anni) e di vaste regioni della Grecia: le isole Ionie, la Morea (attuale Peloponneso, anche se solo temporaneamente), CretaCiproNegroponte (attuale Eubea) e diverse altre isole dell’Egeo.

L’antagonista per eccellenza di Venezia fu Genova che nel 1298 sconfisse la flotta veneziana. La Repubblica di Genova ebbe vari epiteti in base alle proprie caratteristiche economiche, commerciali e navali: La Superba[10][11][12]La Dominante[10][12],La Dominante dei mari[10][12] e La Repubblica dei Magnifici[13]. Oltre ad una presenza significativa in Oriente e nel Mar Nero, aveva il monopolio dei commerci nel Mediterraneo occidentale. Notevole la sua massima espansione territoriale, che oltre alla Liguria e l’Oltregiogo, comprese CorsicaSardegnaCrimeaTabarcaRodiCreta, vaste aree della Grecia e della TurchiaGibilterra, alcune zone della penisola Iberica, della Sicilia, alcune isole dell’Egeo e Pera, la colonia nell’odierna Istanbul diGalata a Costantinopoli.

La Repubblica di Pisa ebbe una notevole importanza, anche per le conquiste territoriali che nel momento della sua massima espansione comprendevano la Sardegna, la Corsica e le isole Baleari; era attiva soprattutto in Occidente; la rivalità conGenova e le guerre con Firenze le furono fatali.

Amalfi ebbe una storia gloriosa e precoce di potenza marittima, e le navi amalfitane battevano i mari insieme a quelle veneziane quando le altre repubbliche ancora dovevano affermarsi. La città campana non occupò mai vasti territori ma ebbe il dominio commerciale nel Mediterraneo meridionale ed orientale molto prima di Venezia. Se la sua storia di indipendenza e di navigazione iniziò molto presto, anche la decadenza arrivò presto, principalmente a causa dell’arrivo dei Normanni nel Meridione, che soppressero le autonomie locali per dar vita al grande stato del Regno di Sicilia, oltre che per la rivalità delle nascenti repubbliche di Pisa e Genova.

La Repubblica Marinara di Genova

Genova era risorta agli albori del X secolo, quando, dopo la distruzione della città per mano saracena, i suoi abitanti ripresero la via del mare. L’importanza della sua flotta le guadagnò il riconoscimento, da parte del sacro romano imperatore, delle rivendicazioni autonomiste in materia legislativo-consuetudinaria ed economica.

L’alleanza con Pisa consentì la liberazione del settore occidentale del Mediterraneo dai pirati saraceni, con la riconquista di Corsica, Isole Baleari e Provenza, e l’allontanamento della flotta di Mujāhid al-Āmirīdalle coste sarde, permettendo la sopravvivenza degli antichi Giudicati.

La costituzione della “Compagna Communis” (fine XI secolo), riunione di tutti i consorzi commerciali della città (chiamati appunto Compagne), cui aderirono anche i nobili feudatari delle valli limitrofe e delle riviere, sancì definitivamente la nascita del governo genovese.

Le fortune del comune aumentarono notevolmente grazie all’adesione alla prima crociata: la loro partecipazione procurò l’acquisizione di grandi privilegi per le comunità genovesi trasferitesi in molte località dellaTerra Santa. L’apice della fortuna genovese si ebbe nel XIII secolo con la stipula del Trattato di Ninfeo (1261) con l’imperatore bizantino Michele VIII Paleologo, che, in cambio dell’aiuto alla riconquista bizantina di Costantinopoli, estrometteva di fatto i Veneziani dagli stretti che conducono al Mar Nero, che in breve divenne un mare genovese. Poco dopo venne definitivamente sconfitta Pisa nella battaglia della Meloria, nel1284.

Nel 1298, i Genovesi sconfissero inoltre la flotta veneziana presso l’isola dalmata di Curzola: durante lo scontro vennero fatti prigionieri, tra gli altri, lo stesso doge veneziano e Marco Polo, il quale durante la prigionia a palazzo San Giorgio dettò a Rustichello da Pisa, suo compagno di cella, il racconto dei suoi viaggi. Il dominio dei mari rimase appannaggio di Genova per circa settant’anni, fino al secondo ed ultimo grande conflitto con Venezia, la guerra di Chioggia del 1379, conclusosi con la vittoria dei veneziani, che riconquistarono definitivamente il dominio sui commerci per l’oriente.

Impressionante fu la sua massima penetrazione bancaria, grazie al Banco di San Giorgio, all’interno del continente Europa, parte del Medio Oriente e dell’Asia. Parecchie monarchie europee furono vincolate da prestiti elargiti dalla Repubblica di Genova, come ad esempio la Spagna. Questa peculiarità, affiancata alle caratteristiche militari e commerciali, ne fecero un’autentica potenza economica mondiale.

Dopo la triste parentesi quattrocentesca, segnata da pestilenze e dominazioni straniere, la città visse il suo momento di massimo fulgore dopo la riconquista dell’autogoverno per mano di Andrea Doria nel 1528, infatti per tutto il secolo seguente (noto come “El siglo de los Genoveses“) Genova si segnalò quale principale finanziatrice della monarchia spagnola, ricavandone enormi profitti, che permisero alla vecchia classe patrizia di mantenere ancora per un certo periodo una sostanziale vitalità.

La Repubblica comunque risultava indipendente solo de iure, perché di fatto si trovava spesso sotto l’influenza delle principali potenze vicine, prima i francesi e gli spagnoli, poi gli austriaci ed i Savoia; a questa situazione si aggiunsero le tensioni e le ricorrenti lotte tra le famiglie dell’aristocrazia cittdina, che indebolirono il governo della Repubblica. La repubblica infine venne sottomessa dall’ondata napoleonica nel 1805 e durante il congresso di Vienna (1815) venne decisa l’annessione dei suoi territroi al Regno di Sardegna, che ne affossò definitivamente l’economia e provocò l’emigrazione delle migliori maestranze e di gran parte della popolazione rurale verso le Americhe.

La Repubblica Marinara di Pisa

La Repubblica Pisana nacque nel XI secolo. In questo periodo storico Pisa intensificò i propri commerci nel Mar Mediterraneo e finì per scontrarsi più volte con le navi saracene risultando vittoriosa nel 1005 aReggio Calabria, nel1034 a Bona nell’Africa settentrionale, nel 1064 a Palermo, nel 1087 a Mahdianell‘attuale Tunisia. In questa prima espansione Pisa si ritrovò spesso alleata con la nascente potenza deiNormanni del Regno di Sicilia, come ad esempio nella presa di Palermo.

Nella metà del secolo XI, l’accresciuto potere della città le valse diversi riconoscimenti papali e imperiali. Gregorio VII concesse la legazia sulla Corsica nel 1077Urbano II elevò il rango della città a dignità arcivescovile nel 1092 mentre Enrico IV nel 1081 concesse alla città il diritto di eleggere i propri consoli. Quest’ultima concessione rispecchiava in realtà una situazione di fatto dal momento che, negli anni precedenti, una forte crisi istituzionale si era conclusa con l’accordo tra l’arcivescovo e il visconte, dal quale rimase escluso il Marchese, e a seguito del quale Pisa iniziò a governarsi tramite dei consoli assistiti da un Consiglio degli Anziani.

Nel 1016 Pisa e Genova, tra loro alleate, sconfissero i Saraceni conquistando la Corsica ed espandendo la propria sfera d’ influenza sulla Sardegna, al tempo suddivisa in 4 Giudicati, oltre ad acquisire il controllo del Tirreno. Un secolo dopo liberarono le Baleari e questa spedizione fu celebrata nel “Gesta Triumphalia per pisanos” e in un poema epico il “Liber Maiorichinus” composti negli anni 1113-1115.

La crescita del potere economico e politico Pisa la ebbe principalmente con l’acquisizione di possedimenti e diritti commerciali verso l’est del Mediterraneo durante il periodo delle Crociate. A meno di due mesi dalla prima crociata del 1099, una flotta pisana di 120 navi giunse in Terrasanta a portare rifornimenti ai crociati. Durante il tragitto i crociati pisani, a cui si accompagnava l’arcivescovo Daiberto, futuropatriarca di Gerusalemme, colsero l’occasione per attaccare e saccheggiare varie isole dell’impero bizantino.

Pisa raggiunse l’apice dello splendore tra il XII e il XIII secolo, quando le sue navi controllavano il Mediterraneo occidentale.

La rivalità tra Pisa e Genova si acuì nel XIII secolo e sfociò nella battaglia navale della Meloria (1284), che segnò l’inizio del declino della potenza pisana, con la rinuncia di Pisa a ogni pretesa sulla Corsica e con la cessione a Genova di una parte della Sardegna (1299). Inoltre, dal 1324, iniziò la conquista aragonese della Sardegna, che privò la città toscana del dominio sui giudicati di Cagliari e di Gallura.

Dal punto di vista territoriale Pisa mantenne la sua indipendenza ed in sostanza il dominio della costa toscana fino al 1406, quando venne annessa dalla Repubblica di Firenze.

La Repubblica Marinara di Venezia

La potenza di Venezia, detta anche la Serenissima, nacque dallo sviluppo dei rapporti commerciali con l’Impero Bizantino, di cui formalmente fece inizialmente parte, pur nell’ambito di una sostanziale indipendenza. Venezia rimase anche in seguito alleata a Bisanzio nella lotta contro Arabi e Normanni.

Intorno all’anno Mille cominciò la sua espansione nell’Adriatico, sconfiggendo i pirati che occupavano le coste dell’Istria e della Dalmazia ponendo la regione e le sue principali città sotto il suo dominio.

All’inizio del Duecento raggiunse il culmine della propria potenza, dominando i traffici commerciali nel Mediterraneo e con l’Oriente.

Durante la quarta crociata (12021204) la sua flotta fu determinante nell’acquisizione del possesso delle isole e delle località marittime commercialmente più importanti dell’impero bizantino. La conquista degli importanti porti di Corfù (1207) e Creta (1209) le garantì un commercio che si estendeva a Levante, e raggiungeva la Siria e l’Egitto, punti terminali dei flussi mercantili. Alla fine del XIV secolo, Venezia era divenuta uno degli stati più ricchi d’Europa.

Il suo dominio nel Mediterraneo orientale nei secoli successivi fu minacciato e compromesso dall’espansione dell’Impero ottomano in quelle aree, nonostante la grande vittoria navale nella battaglia di Lepantodel 1571 contro la flotta turca, combattuta insieme alla Lega Santa.

La Serenissima Repubblica di Venezia ebbe forte espansione anche sulla terraferma, diventando la più estesa delle repubbliche marinare e fu lo stato più potente del nord Italia fino al 1797[senza fonte], quando Napoleone invase la laguna veneta e conquistò Venezia. Dopo la caduta della Repubblica Cisalpina, Venezia tornò indipendente, ma era ormai ridotta a una piccola città – stato. Il Maggior Consiglio decretò lo scioglimento dei moltissimi organi che amministravano la repubblica e fu costretto a mettere a capo della città un duca cadetto degli Asburgo. Venezia cadde definitivamente nel 1848 quando il generaleRadetzky la unì al regno Lombardo Veneto, controllato dall’Austria, di cui era capitale Milano. In quest’occasione venne sciolta l’ultima magistratura veneziana, la serenissima signoria, e Venezia rimase all’Austria fino al 1866, quando il Veneto passò nel Regno d’Italia.