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Le origini della pastiera napoletana, tipico dolce campano della Pasqua, sono molto antiche. E’ probabile che una prima “specie” di pastiera accompagnava alcuni riti pagani dedicati alla primavera, durante i quali le sacerdotesse portavano in processione l’uovo, simbolo della vita nascente.

Si racconta che Maria Teresa d’Austria,moglie di re Ferdinando II di Borbone, soprannominata “la regina che non ride mai”, assaggiando una fetta di pastiera su invito del goloso consorte, abbia finalmente sorriso, compiaciuta dalla canzonatura del re che sottolineava la sua evidente soddisfazione nell’aver aver assaggiato una simile prelibatezza e sembra che il re abbia esclamato: ”Per far sorridere mia moglie ci è voluta la pastiera. Ora dovrò aspettare l’anno prossimo per vederla sorridere di nuovo”.

Indipendentemente dai dati storici, più o meno attendibili, l’esperienza dei sensi non può che confermare l’indiscutibile bontà di questo dolce primaverile, tipicamente campano.

La pastiera rappresenta per la nostra regione il dolce tipico della Pasqua ed il caratteristico aroma del fior d’arancio “riempie” l’atmmosfera delle case nelle settimane precedenti la Pasqua.

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